Ecco quali sono i pastifici che producono pasta con grano al 100% italiano



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pastaitaliana-890x395_c-768x341Un pacco di spaghetti fatti con grano di provenienza indeterminata in media costa 0.15 euro, mentre quelli con semola al 100% italiana costano sui 0.25 euro: una differenza che non tutti possono permettersi, anche se in cambio siamo certi di ciò che mettiamo a tavola.

Alcuni pastifici si stanno impegnando a proporre la cosiddetta “filiera corta”, stipulando contratti di coltivazione con gli agricoltori che si impegnano a seguire un percorso per garantire lo standard qualitativo definito, ricevendone così i relativi vantaggi economici.

Di seguito troverete la lista dei pastifici che usano solamente grano italiano.

Granoro Dedicato
Questa è una linea di pasta ottenuta con materia prima coltivata in Puglia, garantita da una filiera ben tracciata con un contenuto proteico del grano di 13,5%, grazie alla selezione di varietà. Gli agricoltori in filiera ricevono una remunerazione superiore a quella del mercato libero, per questo riescono a specializzare i propri percorsi produttivi e nelle tecniche di coltivazione.

Voiello

Questa è una linea di pasta prodotta con grano duro Aureo coltivato in Molise, Campania, Abruzzo e Puglia, con una pasta che presenta il 14% di proteine.

De Matteis e la pasta Armando
De Matteis in provincia di Avellino ha creato la pasta Armando, coltivata da ben 653 aziende agricole su oltre 10 mila ettari. Il riscontro economico della filiera, valutato sulla base di 6 anni, ha dimostrato che ogni ettaro ha prodotto un ricavo maggiore pari a 205 euro annui con una maggiore redditività di 120 euro anno.

Se tutto il grano prodotto in Italia nel 2016 avesse seguito il seguente modello, le 250 mila aziende agricole coinvolte avrebbero incassato un maggior valore di circa 270 milioni di euro. Questo è quello che certifica un’indagine svolta da Agri200 sulla filiera Armando.

La filiera è la strada per dare un futuro alla nostra cerealicoltura, in questo modo si avrebbero anche altri vantaggi: si migliorerebbe l’immagine di agricoltori e stoccatori verso i consumatori, si genererebbe una maggiore fiducia reciproca e si verrebbe a creare un vero e proprio tessuto imprenditoriale competitivo e con un prezioso presidio sul territorio.

Grazie a questo modello si è ripresa anche la pasta Ghigi, che quattro anni fa è uscita da un periodo di crisi ed è ripartita dai consorzi e dagli agricoltori. Oggi a fianco della pasta Ghigi si trova anche la pasta Zara, che collaborano con la Sis, società sementiera italiana, che fornisce loro le varietà di pasta più adatte. Il fatturato annuale ora si aggira intorno ai 10 milioni di euro, e negli anni potrà raddoppiare, portando guadagni migliori per tutti, a cominciare dagli agricoltori.

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